SPEDIZIONE E RESI GRATUITI
30 ANNI DI GARANZIA

Forte e Fiera

Sosteniamo il diritto di ogni individuo di vivere e amare liberamente. Rivendichiamo l'uguaglianza di tutti, accesi dalle variopinte creazioni e dalle stimolanti innovazioni della comunità LGBTQ+.

I ricavi della nostra collezione per la Pride Parade saranno devoluti agli infaticabili membri dell'ILGA, per sostenere la loro lotta per la libertà di tutti.

Robyn Exton
Anna D'Assaro

Anna D'Assaro

Sono stata ispirata da Kate Moross, un’art director, illustratrice, graphic designer e oratrice di Londra. Kate si identifica nel genere non binario e plasma la sua identità esprimendola attraverso una tipografia, un’illustrazione e un design dai colori vivaci. La personalità vivace di Kate e il suo messaggio al mondo hanno avuto un forte impatto a livello globale nel settore del design.

Il successo che Kate ha come designer le ha dato l’opportunità di avere una voce e di condividere un messaggio di solidarietà attraverso i social media e in particolare tramite la community LGBTQ+. Kate è molto aperta riguardo al suo orientamento sessuale e a ciò che la fa sentire a suo agio, nella speranza di aiutare gli altri a sentirsi più sicuri del proprio corpo e della propria mente.

Harry Virdy

Harry Virdy

Traendo ispirazione dalle esperienze personali e di vita in una società conservatrice, ho creato questo dipinto, “Closet”, che raffigura le persone LGBTQ+ in un armadio.

La mia intenzione era di mostrare com’è stare in un armadio e come ci si sente. Vivere con un segreto e non poter essere sé stessi è straziante; un ulteriore livello di difficoltà si aggiunge quando argomenti come l’LGBTQ+ sono considerati immorali e tabù. Il pensiero di doverti nascondere sempre e di non poter esprimere le tue opinioni e la tua autenticità è spaventoso e deprimente. È un conflitto interiore prima accettarsi, e poi fare coming out. Tutto ciò è ancora più difficile quando sei intrappolata in una spirale di vergogna che ti è stata imposta dall’ambiente in cui vivi. Usando acquerelli e pittura acrilica, ho preso ispirazione dai colori del Pride per realizzare dei ritratti di persone che guardano direttamente lo spettatore, esprimendo sé stesse e le emozioni che provano nelle loro vite.

Jake Tyas

Jake Tyas

Pride per me è il postumo di un viaggio di autoscoperta, caratterizzato dal superamento degli ostacoli, del bullismo e del ripudio per trovare ed esprimere fieramente se stessi, senza porsi il problema di come identificarsi.

Mi sono disegnato come un busto di una scultura, cosa che storicamente si faceva per testimoniare l’aspetto di un individuo, spesso simbolo di orgoglio e di uno status. Il ritratto è costruito su differenti livelli riempiti dai colori dell’arcobaleno, il simbolo più iconico del Pride e della comunità LGBTQ+. Ogni strato colorato rappresenta un passo differente nel viaggio di autoscoperta, con la stampa offset nature a simboleggiare lo sforzo di trovare l’orgoglio in sé stessi durante il tragitto. E infine tutti gli strati di colore sono uniti per creare un ritratto più solido e nitido che simboleggia la forza e la fierezza che deriva dal viaggio di autoscoperta e dai passi fatti per arrivare alla meta.

Viviana Amadio

Viviana Amadio

L’opera trae origine da due differenti fonti di ispirazione. Sono incantata dalle opere di Picasso legate all’universo femminile. Ne “Le Bagnanti” (1918) le figure femminili vengono rappresentate in un modo classico figurativo, fermo, che esprime grazia. Ne “La serenata del mattino” la composizione di donne diventa più complessa, drammatica e disarmonica. Credo che Picasso con le sue opere sia riuscito a leggere ed esprimere la dualità dell’universo femminile con le sue contraddizioni. Nella mia opera volevo accettare questa ambiguità, l’impossibilità di essere definiti in modo univoco, al di là di ogni stereotipo.

Le relazioni tra donne sono complicate. A volte ci sosteniamo e a volte lottiamo senza capire che siamo dalla stessa parte. Il disegno rappresenta questi due comportamenti attraverso l’immagine ambigua di una figura femminile che, da un lato, sembra scontrarsi con la seconda figura e, dall’altro, sembra la sollevi come per aiutarla.

Maria Sufieva

Maria Sufieva

Trovare ispirazione in una persona come Ilian non è difficile. La sua personalità è così brillante e unica che la vera impresa è provare a coglierla a pieno nella sua complessità.

Nella mia opera ho usato un sacco di colori, fantasie ed elementi per mostrare che la sua individualità è piena di particolari interessanti che si manifestano in grande varietà, ma anche per creare un’armonia tra lui e il mondo. Ho anche usato simboli come un palco del teatro, le cuffie, un altoparlante e una fontana per catturare il suo amore per il teatro, la musica, e la sua abilità di diffondere amore e portare conforto nelle vite altrui.

Josephine Rais

Josephine Rais

Questa opera è dedicata a una persona in particolare, Mathis, che mi ha ispirato (probabilmente senza nemmeno saperlo). Si tratta del confronto con sé stessi e con le domande: “chi sono?” o “chi voglio essere?”. Questo lavoro si concentra sulle persone che trovano il coraggio di definire sé stesse fuori dagli schemi di genere tradizionali in una società conservatrice.

Ogni singola sfaccettatura di un individuo lo rende unico e speciale: da questo traggo la mia ispirazione per disegnare ogni persona. Utilizzo forme, colori e composizioni come se lui o lei mi toccassero personalmente. Il mio obiettivo è di dare accesso alla mia opera a più gente possibile per promuovere la tolleranza e l’uguaglianza.

Maxime Cousineau-Pérusse

Maxime Cousineau-Pérusse

“Golden Fruit” fa parte della mia ultima opera, che esplora lo spazio occupato dalla sessualità e dalla mascolinità nella costruzione dell’identità di un individuo.

La grande enfasi sociale e lo sproporzionato rilievo dato al genere e alla sessualità possono spesso oscurare altri elementi identitari che invece potrebbero essere più significativi e rilevanti nel determinare un’individualità. Attraverso l’uso di colori e composizioni tento di raffigurare realtà emozionali che sono sganciate dalla tradizionale idea di mascolinità.

Juan Palarino

Juan Palarino

Per il mio progetto non sono stato ispirato da una persona, ma da un collettivo.

Attualmente nella mia nazione sono stati fatti passi avanti, ma ci sono ancora episodi di intolleranza e odio e, perciò, ho deciso di concentrarmi sui movimenti sociali. Scendendo in strada ho incontrato un colorato fiume di persone che cerca e crede in un nuovo mondo più egualitario, empatico e fiero.

Il legame tra Pride e HER

Robyn Exton è l'impavida fondatrice di HER, il principale social network del movimento LGBTQ+ womxn. Spinta dal desiderio di creare qualcosa di sensazionale per le donne queer di tutto il mondo, Robyn ha creato una community per permettere loro di incontrarsi, conoscersi e fare network.

Robyn ha creato l'impero HER dal nulla e la sua espansione non accenna a fermarsi.

Chi è la donna a capo dell'LGBTQ+ tech
Robyn Exton

CREAZIONI PER UNA BUONA CAUSA

Parte dei ricavi derivanti dalla vendita di ogni articolo della nostra collezione Pride vengono devoluti all’ILGA per finanziare le organizzazioni a tutela dei diritti di LGBTQI e per educare il mondo alla parità.

Acquista per sostenere la causa